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Cristiani, perchè Gesù Cristo è morto?

segnalato come interessante 3 volte - scritto il: 10:08:2009 alle: 04:47 pm

(foto flickr: jeffk)

Che il Cristiano conosca la narrazione della morte di Cristo è auspicabile, che ne conosca il significato e motivi appare invece meno ovvio.
Davanti alla domanda: “Perchè Gesù ha dovuto morire?” la risposta appare scontata per coloro che hanno una minima conoscenza del vangelo: “È morto per pagare i nostri peccati” per quanto vera, questa risposta è incompleta, poichè essa non ci dice del perchè ciò fu necessario.
Un Dio onnipotente non poteva semplicemente perdonare tutti? Se Lui è amore perchè non ha risparmiato il Suo proprio figlio? Per quale motivo questa morte fu necessaria? E per quale motivo essa è la potenza e sapienza di Dio per coloro che credono. (1Cor 1:24)?

La Bibbia ci insegna che Dio è un giusto giudice (Sal 7:11), ciò ci rassicura, poichè ci da la certezza che Lui non sarà ingiusto nei nostri confronti. Ipotizziamo che un uomo uccida la nostra famiglia il minimo che ci aspettiamo dal giudice è che punisca quest’uomo conformemente al male che ha commesso. Ma se il giudice in tribunale si alza dicendo: “Io sono un giudice d’amore perciò assolvo costui da ogni male commesso concedendogli la libertà” come vi sentireste? Non vi ribellereste a tale decisione? Non vi adirereste contro questo giudice? Andrete ancora da lui la prossima volta che vi sarà bisogno di giustizia?
Perciò è bene sapere per noi, che Dio è giusto e senza favoritismi (2Cr. 19:7, Col. 3:25), ma questa realtà è il più grosso problema per noi tutti, per il fatto che io e te non siamo affatto giusti, e se anche tu ti ritenessi tale sappi che la Bibbia ci insegna che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Ro 3:23). Immagina di inserire i tuoi pensieri presenti e passati in un DVD per poi farli vedere ai tuoi amici e parenti, lo faresti? come ti sentiresti? Potresti dire davanti a loro che quando la Bibbia dice che tutti hanno peccato, dice il falso?
Perciò come tu ti aspetti una dura punizione contro colui che ha ucciso la tua famiglia, allo stesso modo Dio ti punirà in modo conforme al tuo peccato, ovvero gettandoti all’inferno (Mt. 10:28). Il libro dei salmi parlando di Dio dice “... tu detesti tutti gli operatori di iniquità” (Sal. 5:5) questo passo, contrariamente a come spesso si dice, non riporta che “Dio detesta le iniquità ma ama coloro che le commettono”, ma dice che “Dio detesta tutti coloro che le commettono”, perché Lui è Santo e Giusto e “... vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.” (Ge. 6:5).
Questo è l’uomo davanti a Dio, è inutile illudersi credendo di non essere così male, o considerandosi meno peggiori di altri, perchè la Bibbia ci insegna che tutti gli uomini sono nati nel peccato allo stesso modo e che se non fosse per la grazia comune di Dio saremmo sopraffatti dalle nostre iniquità “Non c'è più nessuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te poiché tu ci hai nascosto la tua faccia, e ci lasci consumare dalle nostre iniquità.(Is. 64:7) basta che Dio nasconda la Sua faccia all’uomo per far si che esso si riveli per quello che è.

Nella lettera ai Galati al capitolo 3 versetto 10 l’apostolo Paolo esprime un concetto fondamentale del Cristianesimo Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica” cosa significa essere una maledizione davanti a Dio? In parole povere significa che quando ti troverai al Suo cospetto per essere giudicato ai Suoi occhi apparirai così orribile e riluttante nel tuo peccato che non potrà fare altro che punirti gettandoti all’inferno soddisfacendo così la Sua giustizia. Ma il passo in Galati prosegue e al versetto 13 dello stesso capitolo leggiamo “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi Cosa significa che Cristo è diventato maledizione per noi? Significa che Lui stesso si è caricato di tutte le nostre iniquità diventando così una maledizione, diventando Lui stesso peccato (la qual cosa Dio odia), in questo modo il giudizio e l'ira che Dio avrebbe dovuto riversare su noi, la riversò sul suo proprio figlio, soddisfacendo in questo modo la Sua perfetta giustizia.


“Ma piacque all'Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire...”
(Isaia 53:10)


Qui ci viene detto che a Dio (YHWH) piacque infliggere il castigo al Suo proprio figlio, molti credenti pensano che l’ira di Dio non esiste poiché convinti che Dio è solo amore e di conseguenza gli è impossibile odiare, ma queste convinzioni sono completamente estranee alla Bibbia, piuttosto è proprio per il Suo amore perfetto, santo e giusto che non lascerà il peccato impunito. Facciamo un esempio: se amate i bambini, non potete che odiare la pedofilia, gli aborti, la violenza sui piccoli e via dicendo, lo stesso vale per Dio, è per il Suo amore verso ciò che è buono e giusto che la Sua ira rimane accesa sulla malvagità e la depravazione. Ricordate cosa dice il salmista “DIO è un giusto giudice e un Dio che si adira ogni giorno contro i malfattori.” (Sal. 7:11) Dio nella Sua immensa misericordia ha provveduto una via di salvezza per coloro che si sarebbero pentiti dei propri falli, quella via è Gesù, Suo Figlio, che si è sostituito a noi per darci la redenzione dalla giusta ira di Dio. Egli si è accollato i nostri peccati divenendo Lui stesso peccato, ed ha voluto subire l’ira destinata a noi, ecco perché “Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui».” (Gv. 3:36).

Quante volte come credenti abbiamo letto l’agonia che Gesù soffrì nel giardino del Getsemani prima del suo arresto? La bibbia ci dice che Egli era spaventato e angosciato al punto di dire ai discepoli che erano con Lui che l’anima Sua era oppressa da tristezza mortale (Mar. 14:33) e poco dopo gettandosi a terra prega il Padre per tre volte “«Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi».” (Mar. 14:36).
Di cosa aveva paura Gesù? Cos'è questo calice (o coppa)?
Molti credenti sono convinti che Gesù era angosciato per le frustate dei romani, per la corona di spine, per i chiodi nelle Sue mani e piedi… ma la storia ci insegna che molti in seguito morirono crocifissi o bruciati vivi cantando inni a Dio, e come si fa quindi a pensare che il Salvatore, il Re dei re, il Signore dei signori temette queste cose? Cos'era quindi quel calice che Gesù aveva il terrore di bere?
Quello che Gesù temeva più di ogni altra cosa era di bere dal calice dell’ira di Dio (Is. 51:22, Gr. 25:15-18). Per quel calice Gesù fu preso da angoscia mortale: sapere che l’ira ardente di Dio sarebbe stata riversata su di Lui, sperimentando così l’abbandono da parte del Padre. Da ogni eternità, come è scritto nel capitolo 1 del vangelo di Giovanni, il Padre e il Figlio hanno vissuto una comunione perfetta, ma questa comunione sulla croce fu distrutta, in quanto Gesù caricandosi dei nostri peccati è divenuto un'abominazione davanti a Dio.

“Verso l'ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?».”
(Matteo 27:46)

Questo è quanto Gesù ha dovuto soffrire affinchè noi che ci affidiamo a Lui non fossimo più una maledizione innanzi a Dio, ecco la potenza della croce che ci rende giusti davanti al Padre (Ro. 5:19). Quanti credenti si rendono conto di ciò che è stata veramente la morte di Cristo?
Purtroppo spesso si sente annunciare un vangelo che pare una storia romantica, in cui si racconta di un Dio che ci ama e che manda Suo Figlio tra gli uomini a trasmettere tutto l’amore che il Padre ha per noi, ma che poi uomini malvagi invece di accoglierlo lo hanno maltrattato e torturato fino ad ucciderlo... a questo punto tale messaggio dovrebbe suscitare compassione negli ascoltatori, ma questa è una favola! È invece vero che Gesù con la sua morte volontaria sulla croce ci ha salvati dall’ IRA ARDENTE di Dio! (1Tes. 1:10, Ro. 5:9) per fare ciò è diventato maledizione al posto nostro (Ga. 3:13) in modo che Dio ha potuto soddisfare la Sua giustizia uccidendo suo figlio (Is. 53:10) per poi abbandonarlo (Mt. 27:46). Altro che amore divino e incondizionato per tutti gli uomini! Qualcuno pensa ancora di poter scampare trascurando una così grande salvezza? (Ebrei 2:3).
Questa è la vera Buona Novella: la salvezza dalla giusta ira di Dio che ci attende! ed io “...non mi vergogno del vangelo perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede del Giudeo prima e poi del Greco” (Ro. 1:16).

Molti credenti non hanno mai sentito parlare di queste cose, eppure questo è il messaggio centrale di tutta la Bibbia, che porta il vero riconoscimento, ringraziamento e lode a Dio. Le chiese organizzano conferenze pubbliche sul fuoco dello Spirito, sulla guarigione, sulla prosperità, sul risveglio, sulla positività, sulle benedizioni, ma… quando vedremo conferenze su Cristo, e Lui crocifisso? (1Cor 2:2) Siamo certi che viene sempre insegnato il vero vangelo, soprattutto da chi si definisce ministro di Dio?
È proprio quando viene predicato all’uditorio il vero vangelo che vi sarà vero fuoco, quello che ti porta ad un profondo pentimento e che inizia a cambiarti totalmente vita, non un fuoco fatto di emozioni come molti si studiano di accendere, ma quello vero che proviene dalla Grazia di Dio e dalla tua consapevolezza di ciò che Cristo ha fatto per te. È questa la motivazione, la ricerca e la sicura speranza del credente: la misericordia di Dio!

“Anche noi dunque, ...deposto ogni peso e il peccato che ci
sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è
posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede,
il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando
il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio”
(Ebrei 12:1-2)

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